Parco Archeologico Storico Naturale della Murgia e delle chiese rupestri del Materano
Tra chiese di roccia e natura selvaggia
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Nella parte orientale della Basilicata, al confine con la Puglia, si estende il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, noto più semplicemente come Parco della Murgia Materana. Ricomprende un territorio di circa 8000 ettari all’interno del quale ci si imbatte nella Gravina di Matera, un profondo solco calcareo, elemento caratteristico di questa zona del Sud Italia già abitato nella preistoria, come testimoniano i resti riportati alla luce nel corso di diverse campagne di scavi archeologici risalenti al Neolitico, tra cui occorre citare la famosa Grotta dei Pipistrelli e alcuni villaggi ‘fortificati’ da fossati difensivi scavati nella roccia. Ma il parco è noto soprattutto per la presenza di ben 150 chiese rupestri, dovute alla presenza da queste parti, sin dall’antichità, di numerose comunità monastiche bizantine e benedettine: la costruzione di questi edifici di culto sfruttò sapientemente la conformazione del terreno, scavando alcune chiese nella roccia o lungo gli argini scoscesi delle gravine in luoghi impervi e di difficile accesso. Molte di esse sono impreziosite da affreschi particolarmente interessanti, rappresentativi della cultura longobarda, bizantina e latina-occidentale conservatisi spesso intatti, come quelli della Cripta del Peccato Originale. In un contesto paesaggistico di assoluto fascino e mistero, meritano una tappa anche i santuari di Cristo la Selva e la Madonna della Murgia.
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