Itinerario Fiumi e Laghi

Acqua, preziosa fonte da vivere, da assaporare e da godere

Nel Mezzogiorno d’Italia, non esiste un’altra regione tanto ricca di acqua come la Basilicata. Il bene più prezioso, qui, è praticamente ovunque, tra laghi importanti, fiumi e dighe. Il viaggiatore allora, soprattutto in primavera, può seguire il corso dell’acqua e lasciarsi trasportare, è il caso di dire, dalla corrente. Monticchio, tanto per cominciare. Situata nei pressi di Rionero in Vulture, è la località più famosa, con i suoi due laghi, il Piccolo e il Grande, collegati tra loro da un torrente ed entrambi craterici: in passato “bocche” del Monte Vulture. Oggi rappresentano una splendida località turistica, molto ricettiva anche, circondata da una fitta vegetazione tra cui spiccano faggi, castagni e pini, oltre alla “ninfea alba” che ne impreziosisce le acque, proprio come in un quadro di Monet. Nei dintorni di Monticchio, ci sono le sorgenti acquifere minerali, note in tutta Italia. Scendendo da questa località, si supera anche l’Invaso del Rendina, che alimenta il fiume Ofanto, e quello di Saetta, vicino Pescopagano. Queste dighe, un tempo uniche fonti di energia dei dintorni,attualmente sono importanti anche per chi pratica la pesca sportiva in Basilicata. In questa zona, nella provincia di Potenza, altro esempio di acque artificiali sono i Laghi di Acerenza e di Genzano: il primo piccolo ma famoso per essere ricco di funghi di tutte le specialità, il secondo caratteristico per essere a ridosso del Bosco Macchia. Sempre nel potentino poi, la diga di Monte Cotugno nel Senise, la più grande d’Europa tra quelle costruite in terra battuta, è famosa per le gare di canottaggio, mentre il Lago di Cogliandrino, a Lauria, lo è per la pesca. Il Basentello, in località Serra di Corvo, il Gannaro a Stigliano, Il Pantano a Pignola e il Lago di Monte Cotugno poi, sono anch’essi degli invasi artificiali “intercettati” e adoperati per l’irrigazione e per lo sfruttamento ad usi potabili, secondo una politica ormai antica e consolidata in Lucania. Molti di questi ormai, come il lago Pantano in località Pignola, con le sue aree attrezzate per escursioni anche a cavallo, circondato da agriturismo e arricchito da un’avifauna sorprendente, sono dei veri fiori all’occhiello per i turisti che amano la natura. Ma il primo invaso artificiale costruito in Basilicata è quello di San Giuliano, vicino Matera. Terminato nel 1950, con i suoi 125 metri cubi di acqua è ormai un’oasi faunistica di rilievo, che sin dagli anni ’70 ha ricevuto il vincolo paesaggistico. Nei dintorni, le prelibatezze di pesce che si possono gustare nelle aziende agrituristiche provengono soprattutto da questo bacino. In Basilicata però, come riserva naturale non ci sono soltanto i famosi laghi di Monticchio. Il Laudemio, ad esempio, spostandosi ad ovest della regione, verso Moliterno, è un lago molto importante, situato a 1525 metri e compreso nella riserva naturale che prende il suo nome. Davanti, c’è il Monte Sirino, di discendenza glaciale, molto apprezzato dagli sciatori grazie alle vicine aree attrezzate. Da queste parti è possibile gustare fragoline di bosco, more e lamponi. Vicino poi, il monte Sirino ha anche un piccolo lago che prende il suo nome e che rappresenta l’ultima testimonianza di un lago ben più grande appartenente al pleistocenico. Ma se di laghi abbonda, la Basilicata non è di certo avara di fiumi, anzi. Il Bradano, l’Agri e il Basento, ad esempio, tutti vicini tra loro. Il primo, che sfocia nel Golfo di Taranto, è lungo 120 km ed ha il bacino più esteso della Basilicata; il secondo, scorre dall’Appennino occidentale alla costa ionica, ed è vicino alla sorgente da cui sgorga il Basento, il quale pur avendo un bacino minore ha una portata che è il doppio del Bradano e sfocia nei pressi di Metaponto. È, questo, il fiume più lungo della Basilicata, con i suoi 149 km. Il Sinni infine, che nasce nella Serra della Giumenta in zona Sirino-Papa, a 1380 metri d’altezza, è importante non solo per i suoi 94 Km, ma anche per il proprio bacino di 1292 Kmq.





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